Che Fico! di Pippo Franco: quando bastava una canzone per sorridere
Nel 1982 Pippo Franco cantava “Che Fico!”, una sigla allegra e irriverente che oggi riporta alla TV, ai ragazzi e ai ricordi di allora.
Quando “Che Fico!” entrò nelle case degli italiani
Bastano poche note per tornare indietro nel tempo. “Che Fico!” di Pippo Franco appartiene a quella categoria di canzoni che non hanno bisogno di essere riascoltate per intero per spalancare la porta dei ricordi. Era il 1982, la televisione aveva ancora il sapore dell'appuntamento atteso per tutta la settimana e una sigla poteva diventare un tormentone conosciuto da grandi e bambini. Con la sua ironia inconfondibile, Pippo Franco raccontava il linguaggio e le mode dei giovani dell'epoca, giocando proprio con quell'espressione, “che fico!”, che allora si sentiva continuamente tra ragazzi. Riascoltarla oggi significa ritrovare un'Italia più spensierata, colorata e rumorosa, nella quale anche una semplice esclamazione poteva trasformarsi nel ritornello di una canzone cantata da tutti.
Quei primi anni ’80 tra paninari, televisioni e nuove mode
“Che Fico!” è anche una piccola fotografia dei suoi anni. Erano i primi anni Ottanta: i jeans, le felpe, le scarpe da ginnastica, i motorini e le comitive cominciavano a definire sempre di più l'identità dei giovanissimi. Le parole inglesi entravano nel linguaggio quotidiano, le mode cambiavano rapidamente e dire che qualcosa era “fico” significava approvarla senza bisogno di aggiungere altro. Pippo Franco trasformò quel modo di parlare in una canzone volutamente esagerata e scanzonata. E proprio questa leggerezza oggi provoca nostalgia. Chi era ragazzo allora può ricordare i pomeriggi trascorsi fuori casa fino a cena, le musicassette registrate dalla radio, i televisori senza telecomando e le sigle che il giorno dopo si canticchiavano a scuola. Piccole cose che sembravano normalissime e che, a distanza di oltre quarant'anni, sono diventate frammenti preziosi di memoria.
Una sigla che oggi è diventata una macchina del tempo
Il fascino di “Che Fico!” non dipende soltanto dalla musica. Dipende soprattutto da ciò che riesce ancora a far riaffiorare. Una stanza, un televisore acceso, i genitori o i nonni seduti poco distanti, magari una cena che stava per essere portata in tavola. Le canzoni televisive di quel periodo finivano per accompagnare la vita quotidiana molto più di quanto ci si rendesse conto. Non esistevano streaming e ascolti a richiesta: bisognava aspettare che quella musica tornasse alla radio o in televisione. Forse proprio per questo rimaneva così impressa. Oggi possiamo recuperare quasi qualsiasi brano in pochi secondi, eppure quell'attesa aveva qualcosa di speciale. “Che Fico!” conserva tutta l'allegria di quel mondo: basta sentirla nuovamente e per qualche minuto sembra quasi possibile ritornarci.
La curiosità: “Che Fico!” arrivò addirittura a Sanremo
C'è un particolare che qualcuno potrebbe aver dimenticato: “Che Fico!” è legata al Festival di Sanremo del 1982. Pippo Franco non partecipò alla gara con il brano: la canzone venne utilizzata come sigla del 32º Festival di Sanremo, contribuendo enormemente alla sua popolarità. In quell'edizione vinsero Riccardo Fogli con Storie di tutti i giorni nella categoria principale e Al Bano e Romina Power ottennero il Premio della Critica con Felicità. “Che Fico!”, però, riuscì a ritagliarsi un posto tutto suo nell'immaginario popolare. Una sigla nata per divertire finì così per diventare uno dei piccoli simboli musicali del 1982, e ancora oggi per molti è sufficiente pronunciarne il titolo per ritrovarsi davanti alla televisione di casa, in un'Italia che sembra lontanissima eppure, attraverso una canzone, torna improvvisamente vicina.