Chi mi darà di Iva Zanicchi: il ritorno che profuma di anni ’80
Iva Zanicchi e “Chi mi darà”: una canzone del 1984 che riporta alla magia di Sanremo, alle grandi voci e alle emozioni degli anni ’80.
Quando bastavano una voce e una canzone per fermare il tempo
Ci sono canzoni che, appena iniziano, hanno il potere di riportarci esattamente nel luogo in cui le ascoltavamo tanti anni fa. “Chi (mi darà)” di Iva Zanicchi appartiene a quella categoria di brani capaci di riaccendere un’intera epoca: il televisore acceso in salotto, la famiglia riunita davanti a Sanremo, le serate in cui una nuova canzone diventava un piccolo avvenimento nazionale. Era il 1984 e la voce potente, inconfondibile e profondamente italiana di Iva tornava sul palco dell’Ariston. Il brano raccontava una donna ferita dalla fine di un rapporto, ma ancora desiderosa di ritrovare emozioni, passione e una nuova ragione per lasciarsi travolgere dall’amore. A distanza di oltre quarant’anni, riascoltarlo significa ritrovare quel modo intenso e senza mezze misure di raccontare i sentimenti che caratterizzava tanta musica italiana di allora.
Una canzone figlia di un Sanremo che molti ricordano ancora
Il Festival di Sanremo del 1984 è rimasto nella memoria per un cast ricchissimo e per canzoni che sarebbero sopravvissute ben oltre quella settimana. Vinsero Al Bano e Romina Power con Ci sarà, davanti a Toto Cutugno con Serenata, mentre tra i protagonisti figuravano anche Fiordaliso, Anna Oxa, Drupi e Pupo. Iva Zanicchi si classificò nona con “Chi (mi darà)”. Erano anni in cui Sanremo si aspettava per mesi e il giorno dopo si discuteva delle canzoni al bar, al lavoro e in famiglia. Non esistevano streaming o social network: un'esibizione televisiva poteva imprimersi nella memoria collettiva per decenni. E Iva aveva dalla sua quello strumento impossibile da confondere con qualsiasi altro: una voce profonda e possente, capace di trasformare la sofferenza amorosa in orgoglio e desiderio di ricominciare.
Quel 45 giri che oggi è diventato un piccolo pezzo di memoria
Anche il modo in cui si ascoltava la musica rende Chi (mi darà) inevitabilmente nostalgica. Il brano uscì nel 1984 anche su 45 giri, con Comandante sul lato B, ed entrambi i pezzi confluirono nell’album Quando arriverà. C'era qualcosa di speciale nel prendere un disco dalla copertina, appoggiarlo sul giradischi e abbassare lentamente la puntina. Non si saltava una canzone dopo pochi secondi e spesso si finiva per conoscere anche il lato B quasi quanto il brano principale. Chi mi darà appartiene a quel mondo fatto di vinili, musicassette registrate dalla radio, dediche, Festival guardati insieme e canzoni che accompagnavano storie d’amore vere. Forse è anche per questo che oggi il brano suscita una sensazione diversa: non ricorda soltanto una melodia, ma un'intera maniera di vivere e condividere la musica.
La curiosità: per Iva fu un ritorno a Sanremo dopo dieci anni
Dietro Chi (mi darà) c'è una curiosità che rende quella partecipazione ancora più significativa. Iva Zanicchi mancava dal Festival di Sanremo esattamente da dieci anni: la sua precedente partecipazione risaliva infatti al 1974, quando aveva vinto con Ciao cara, come stai?. Tornò nel 1984 con un'immagine rinnovata e con Chi (mi darà), firmata da Umberto Balsamo e Cristiano Malgioglio. Non era inoltre una concorrente qualunque: Zanicchi aveva già conquistato Sanremo nel 1967, 1969 e 1974, un primato di tre vittorie che la rende una delle figure femminili più importanti nella storia della manifestazione. Quel ritorno del 1984 rappresentò quindi quasi l'incontro tra due epoche della musica italiana. E forse è proprio questo che si avverte riascoltando oggi Chi mi darà: la voce di un'Italia che stava cambiando, ma che sapeva ancora affidare a una grande canzone il compito di raccontare ciò che il cuore non riusciva a dire.