Che coss'è l'amor: quella poesia di Capossela che sa ancora di notte
Che coss'è l'amor di Vinicio Capossela è un viaggio tra desiderio e malinconia: una canzone che continua a emozionare dopo tanti anni.
Una domanda semplice a cui nessuno sa davvero rispondere
Ci sono canzoni che sembrano invecchiare insieme a noi e altre che, ogni volta che tornano alla radio, ci riportano esattamente nel luogo e nel momento in cui le abbiamo conosciute. Che coss'è l'amor di Vinicio Capossela appartiene sicuramente alla seconda categoria. Già il titolo contiene una domanda universale, pronunciata però in modo popolare, quasi sussurrata al bancone di un bar quando la notte si è fatta lunga. Pubblicato negli anni Novanta, il brano conserva ancora oggi quell'atmosfera sospesa tra festa e malinconia tipica di tante composizioni di Capossela. C'è il desiderio, c'è l'ironia, ma soprattutto c'è quella strana inquietudine che accompagna l'amore quando non riusciamo a capire cosa ci stia succedendo. Riascoltarla significa ritrovare un modo di fare musica nel quale le parole avevano il tempo di creare immagini e personaggi, lasciando all'ascoltatore il piacere di immaginare tutto il resto.
Quando una canzone diventava parte delle nostre serate
Per molti Che coss'è l'amor è legata inevitabilmente ai ricordi degli anni Novanta e dei primi Duemila. Erano gli anni delle musicassette registrate, dei primi CD custoditi gelosamente in macchina, delle autoradio con il frontalino estraibile e delle serate trascorse senza avere continuamente un telefono tra le mani. Una canzone poteva accompagnarti per mesi e diventare, quasi senza accorgertene, la colonna sonora di un'estate, di una compagnia di amici o di un amore che magari è finito da moltissimo tempo ma che una melodia riesce ancora a riportare alla memoria. Il brano di Capossela possiede proprio questa capacità: dietro un ritmo apparentemente leggero nasconde qualcosa di profondamente nostalgico. È come una festa osservata quando gli altri stanno già andando via, con i bicchieri ancora sui tavoli e quella sensazione difficile da spiegare che rimane quando una bella serata sta per finire.
Quell'amore raccontato senza bisogno di essere perfetto
Una delle ragioni per cui il pezzo continua a funzionare è probabilmente il suo modo così particolare di parlare dei sentimenti. L'amore di Capossela non è ordinato, perfetto o rassicurante. È confuso, carnale, buffo, doloroso e a volte persino incomprensibile. Proprio come accade nella vita vera. La sua voce e l'arrangiamento costruiscono un piccolo mondo popolato da desideri, incontri e domande senza una risposta definitiva. E forse è proprio questo che rende il brano ancora così vicino a chi lo ascolta oggi. Passano gli anni, cambiano i modi di conoscersi e perfino quelli di lasciarsi, ma quella domanda rimane sempre la stessa. Che cos'è davvero l'amore? A vent'anni pensavamo forse di conoscerne la risposta; molti anni dopo abbiamo capito che probabilmente non ne esiste una sola. Ed è sufficiente ascoltare le prime note per ritrovarsi, almeno per qualche minuto, molto più giovani.
La curiosità: il cinema regalò alla canzone una seconda giovinezza
Una curiosità interessante riguarda la grande popolarità raggiunta dal brano alcuni anni dopo la sua pubblicazione. Che coss'è l'amor fa parte dell'album Camera a sud del 1994, ma per moltissimi italiani il suo ricordo è legato anche al cinema. La canzone venne infatti utilizzata nel film Non ti muovere, diretto da Sergio Castellitto e uscito nel 2004, contribuendo a farla conoscere o riscoprire da una nuova generazione di ascoltatori. È uno di quei casi in cui una canzone trova una seconda vita molti anni dopo essere stata incisa. E forse non poteva esserci destino più adatto per un pezzo che parla proprio dell'amore come di qualcosa impossibile da afferrare completamente: passano le mode, cambiano le generazioni, ma basta far ripartire quella musica perché la domanda torni puntuale. E noi, ancora una volta, proviamo a darci una risposta.