È morta Emma Bonino, addio alla storica leader radicale: aveva 78 anni
È morta Emma Bonino a 78 anni: addio alla leader radicale, protagonista della politica italiana e di storiche battaglie per i diritti civili.
È morta Emma Bonino, aveva 78 anni
È morta Emma Bonino, storica leader radicale e una delle figure più conosciute della politica italiana degli ultimi cinquant'anni. Aveva 78 anni. La notizia della sua scomparsa è arrivata nella mattinata di venerdì 11 settembre 2026, pochi giorni dopo il ricovero a Roma per una grave crisi respiratoria. Le sue condizioni avevano destato forte preoccupazione, anche se nelle ultime ore si era registrato un miglioramento che aveva fatto sperare in una possibile ripresa. Poi il nuovo peggioramento e la morte.
Bonino era stata soccorsa nella sua abitazione nel centro di Roma il 7 settembre e trasportata in codice rosso all'ospedale Santo Spirito. Dopo il ricovero in terapia intensiva, le sue condizioni erano state definite stabili ma delicate. Il 10 settembre era uscita dalla rianimazione ed era stata trasferita in una struttura privata. Nelle ore successive, però, il quadro clinico è precipitato. In passato aveva già affrontato diversi problemi di salute: nel 2015 le era stato diagnosticato un microcitoma polmonare, dal quale aveva annunciato di essere guarita nel 2023, mentre negli ultimi anni erano stati necessari altri ricoveri per difficoltà respiratorie.
Una vita legata alle battaglie radicali
Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, Emma Bonino aveva iniziato la sua attività politica negli anni Settanta, entrando nel Partito Radicale e diventando presto una delle figure più vicine e riconoscibili accanto a Marco Pannella. Nel 1976 venne eletta per la prima volta alla Camera, dando inizio a una carriera politica destinata a durare quasi mezzo secolo. Tra i temi che hanno segnato maggiormente il suo percorso figurano la difesa dei diritti civili, l'autodeterminazione delle donne, la lotta contro la pena di morte e l'impegno per una maggiore integrazione europea.
Negli anni Ottanta e Novanta divenne uno dei volti più familiari della politica italiana. Chi è cresciuto in quel periodo la ricorda nei telegiornali, nelle tribune politiche e nei grandi dibattiti televisivi, spesso impegnata in campagne referendarie e iniziative che dividevano profondamente l'opinione pubblica. Parallelamente, il suo impegno si allargò sempre di più alla politica internazionale, dalla lotta contro la pena capitale alle campagne per la nascita della Corte penale internazionale.
Dagli anni Novanta all'Europa
Uno dei momenti più importanti della carriera di Emma Bonino arrivò nel 1995, quando venne nominata commissaria europea. Durante il mandato si occupò, tra le altre cose, di aiuti umanitari, consumatori e pesca, visitando anche numerose aree colpite da guerre e crisi internazionali. Fu inoltre impegnata nelle campagne contro le mine antiuomo e nella costruzione della Corte penale internazionale.
Nel 1999 la Lista Bonino ottenne un risultato particolarmente significativo alle elezioni europee, superando l'8% dei voti. Negli anni successivi Bonino continuò a ricoprire incarichi di primo piano: fu ministra del Commercio internazionale e delle Politiche europee nel governo Prodi e, nel 2013, ministra degli Esteri nel governo Letta. Nel 2017 contribuì inoltre alla fondazione di +Europa, partito del quale sarebbe successivamente diventata presidente.
L'addio a una protagonista della politica italiana
La notizia della morte ha provocato una forte reazione nel mondo politico. +Europa ha ricordato Bonino come una delle figure più libere e coraggiose della storia politica italiana, sottolineando il lungo impegno in favore della democrazia, dello Stato di diritto, dei diritti individuali e di un'Europa unita e federale.
Con la scomparsa di Emma Bonino se ne va una delle personalità più riconoscibili della politica italiana contemporanea. Una figura che ha attraversato gli anni Settanta, Ottanta e Novanta fino ai giorni nostri, accompagnando cambiamenti profondissimi della società e delle istituzioni. Per chi ha vissuto soprattutto gli anni Ottanta e Novanta, il suo volto resta legato a una stagione politica fatta di referendum, battaglie civili, confronti televisivi e grandi campagne di opinione: un pezzo di storia italiana che oggi perde una delle sue protagoniste più note.