Fotografando di Loredana Bertè, quando una canzone fermava il tempo
Fotografando di Loredana Bertè ci riporta alla musica degli anni ’80, tra ricordi, emozioni, fotografie e una voce impossibile da scordare.
Quando bastava una canzone per riaccendere un ricordo
Ci sono brani che non si limitano a tornare alla memoria: riportano con sé un intero periodo della nostra vita. “Fotografando” di Loredana Bertè appartiene proprio a questa categoria. Bastano le prime note e, per chi ha vissuto quegli anni, riaffiorano immagini che sembravano dimenticate: una radio accesa in cucina, le musicassette custodite gelosamente, le fotografie stampate che aspettavamo per giorni prima di poterle vedere. Era un mondo nel quale ogni ricordo aveva un peso diverso, perché non potevamo scattare cento fotografie per scegliere quella migliore. Una foto era un piccolo frammento di vita da conservare, proprio come certe canzoni che finivano per accompagnarci per anni.
Quella voce graffiata che non potevi confondere con nessun’altra
Loredana Bertè aveva già costruito un'identità impossibile da confondere: ribelle, intensa, anticonformista, lontana dall'immagine rassicurante che spesso veniva richiesta alle cantanti italiane. Anche in “Fotografando” è proprio la sua interpretazione a lasciare il segno. La voce non sembra semplicemente seguire la musica, ma attraversarla, dando alle parole quella particolare inquietudine che ha caratterizzato tanti suoi successi. Riascoltarla oggi significa anche ricordare un periodo straordinariamente riconoscibile della musica italiana, quando una voce ascoltata per pochi secondi era sufficiente per capire chi stesse cantando. E quella della Bertè, nel bene e nel male, non assomigliava davvero a nessun'altra.
Le fotografie di allora avevano qualcosa che oggi abbiamo perduto
Anche il titolo, visto con gli occhi di oggi, suscita una nostalgia particolare. Fotografare negli anni Ottanta era molto diverso dal prendere uno smartphone dalla tasca. Le fotografie erano poche, pensate e soprattutto attese. Non si conosceva immediatamente il risultato: bisognava terminare il rullino, portarlo a sviluppare e aspettare. Poi arrivava il momento di sfogliare quelle stampe, magari insieme alla famiglia o agli amici, scoprendo fotografie mosse, occhi chiusi e qualche scatto venuto meravigliosamente bene quasi per caso. Nessuno pensava a filtri o ritocchi. Quelle immagini imperfette diventavano preziose proprio perché raccontavano la vita com'era. Ed è difficile ascoltare oggi una canzone chiamata “Fotografando” senza pensare anche alle vecchie scatole piene di fotografie che custodiscono persone, estati e momenti che non torneranno più.
Una curiosità: il brano porta la firma di un grande cantautore
Dietro “Fotografando” c'è anche una curiosità interessante. Il brano appartiene all'album “Savoir faire”, pubblicato da Loredana Bertè nel 1984, ed è legato alla firma di Enrico Ruggeri, uno dei protagonisti della musica italiana di quegli anni. È un dettaglio che aiuta a comprendere perché la canzone conservi un carattere così particolare, perfettamente inserito nell'atmosfera musicale degli anni Ottanta ma valorizzato dalla personalità della Bertè. Sono passati più di quarant'anni, eppure basta rimettere quel brano per accorgersi di una cosa: certe fotografie possono scolorire, ma alcune canzoni riescono ancora a restituirci nitidamente il momento in cui le ascoltavamo.