Incancellabile di Laura Pausini, quando l’amore restava dentro
Incancellabile di Laura Pausini ci riporta agli anni ’90, tra amori impossibili da dimenticare, musicassette, radio e ricordi indelebili.
Quando bastavano poche note per tornare a un amore
Ci sono canzoni che appartengono a un periodo della nostra vita e altre che sembrano capaci di custodirlo per sempre. “Incancellabile” di Laura Pausini appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Uscita nel 1996 e contenuta nell’album Le cose che vivi, arrivò in un’Italia molto diversa da quella di oggi, quando le nuove canzoni si aspettavano alla radio e spesso si registravano su una musicassetta cercando di premere REC esattamente al momento giusto. Bastavano le prime note perché nella stanza calasse il silenzio. Il brano raccontava qualcosa che quasi tutti, prima o poi, avrebbero conosciuto: la presenza di una persona che continua a vivere dentro di noi anche quando la storia sembra essere finita. Non servivano fotografie sui social o vecchie conversazioni conservate sul telefono. A mantenere vivo un ricordo potevano bastare una canzone, un luogo, un profumo o quella dedica scritta dietro una fotografia.
Gli anni ’90, le cassette e quelle dediche fatte davvero
Per chi era adolescente negli anni ’90, una canzone come “Incancellabile” poteva diventare la colonna sonora di un’intera storia d’amore. C’erano le compilation registrate sulle cassette, le telefonate fatte dal telefono di casa sperando che non rispondesse un genitore e i bigliettini piegati più volte prima di essere consegnati. Le parole delle canzoni venivano trascritte sui diari e sulle Smemorande, magari accanto al nome della persona che in quel momento sembrava destinata a rimanere per sempre. Laura Pausini aveva già conquistato il pubblico con quella capacità particolare di raccontare sentimenti quotidiani con parole nelle quali era facile riconoscersi. E “Incancellabile” arrivava proprio lì, nel punto più fragile: quello in cui si scopre che alcune persone possono uscire dalla nostra quotidianità senza uscire davvero dai nostri pensieri.
Una canzone che ha accompagnato una generazione
Riascoltarla oggi significa anche accorgersi di quanto sia cambiato il nostro modo di vivere la musica. Nel 1996 un album nuovo era qualcosa da aspettare, comprare e ascoltare dall’inizio alla fine. Si imparavano i titoli delle tracce, si sfogliava il libretto del CD e spesso si finiva per conoscere ogni parola a memoria. “Incancellabile” è sopravvissuta al passaggio dalle cassette ai CD, dagli stereo portatili agli MP3 fino allo streaming, continuando però a provocare la stessa sensazione. Per molti non è semplicemente una vecchia canzone di Laura Pausini: è una porta che si apre improvvisamente sugli anni ’90. E dietro quella porta possono esserci il primo amore, una cameretta, un viaggio in macchina con i genitori oppure qualcuno che non vediamo più da moltissimo tempo.
Quella versione che portò “Incancellabile” oltre l’Italia
C’è anche una curiosità reale legata al brano. Laura Pausini aveva già iniziato in quegli anni una fortunatissima carriera internazionale e “Incancellabile” venne incisa anche in spagnolo con il titolo “Inolvidable”. Le cose che vivi ebbe infatti anche una versione destinata al pubblico di lingua spagnola, Las cosas que vives, contribuendo a consolidare ulteriormente il successo della cantante fuori dall’Italia. È uno dei motivi per cui ancora oggi la canzone viene ricordata da pubblici di Paesi diversi. Ma per tanti italiani rimane soprattutto legata a un’immagine molto più personale: quegli anni in cui una canzone poteva diventare “la nostra canzone” e rimanerlo per tutta la vita. Forse è proprio questo il segreto di Incancellabile: dopo trent’anni, il suo titolo continua a descrivere perfettamente ciò che è diventata per chi l’ha amata allora.