Una donna così di Grignani: quando negli anni ’90 cantavamo l’amore

Una donna così di Gianluca Grignani ci riporta agli anni ’90, tra amori complicati, musicassette e canzoni ascoltate fino a consumarle.

29 settembre 2026 05:50
Una donna così di Grignani: quando negli anni ’90 cantavamo l’amore -
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Quando Grignani raccontava l’amore degli anni ’90

Bastano le prime note di “Una donna così” di Gianluca Grignani per essere trasportati in un periodo che sembra incredibilmente lontano. Erano gli anni Novanta, quelli delle musicassette registrate dalla radio, dei CD custoditi gelosamente e delle canzoni che, quando ci entravano in testa, potevano accompagnarci per un’intera estate. Pubblicata nel 1995 all’interno di “Destinazione Paradiso”, il primo album di Grignani, “Una donna così” appartiene proprio a quella stagione irripetibile della musica italiana. Erano anni in cui per dedicare una canzone a qualcuno bisognava aspettare che passasse alla radio oppure preparare una cassetta, magari scrivendo a penna sulla custodia il titolo dei brani. E Grignani, con quell’aria ribelle e romantica allo stesso tempo, divenne rapidamente una delle voci nelle quali tanti ragazzi riconoscevano i propri sentimenti.

Una donna imperfetta, proprio per questo impossibile da dimenticare

“Una donna così” racconta un’attrazione fatta di contraddizioni, dettagli e spontaneità. Al centro non c’è un’immagine idealizzata dell’amore, ma una donna osservata nei piccoli particolari, capace di affascinare proprio quando abbandona costruzioni e apparenze. È uno di quegli amori in cui desiderio e tenerezza sembrano continuamente rincorrersi. Grignani aveva una maniera particolare di raccontare i sentimenti: diretta, istintiva, a volte quasi irrequieta. In questa canzone emerge perfettamente quella dimensione. E forse è anche per questo che, dopo tanti anni, riascoltarla può riportare alla mente un volto, una storia finita, una macchina parcheggiata sotto casa o un primo appuntamento. Non serve che il ricordo sia identico per tutti: ognuno conserva il proprio.

Quelle canzoni che ascoltavamo cento volte senza mai stancarci

Chi ha vissuto quegli anni ricorderà quanto fosse diverso anche il nostro rapporto con la musica. Non avevamo milioni di brani immediatamente disponibili sul telefono. Un album acquistato diventava parte della nostra vita: si ascoltava dall'inizio alla fine, si imparavano i titoli delle tracce e si finiva per conoscere anche quelle che non passavano continuamente alla radio. “Una donna così” era la terza traccia di “Destinazione Paradiso”, insieme a brani diventati celebri come “La mia storia tra le dita”, “Falco a metà” e la stessa “Destinazione Paradiso”. Mettere quel CD nello stereo significava entrare per quasi un’ora nel mondo di un giovane cantautore che parlava la lingua sentimentale di una generazione. Oggi basta un clic per saltare una canzone dopo pochi secondi; allora, invece, certi dischi si consumavano davvero, insieme alle storie che stavamo vivendo mentre li ascoltavamo.

Una curiosità: Grignani la riportò in vita vent’anni dopo

C’è una curiosità che rende “Una donna così” ancora più particolare. Nel 2016 Gianluca Grignani decise di reincidere e riarrangiare il brano, scegliendolo come singolo per anticipare Una strada in mezzo al cielo, progetto realizzato per celebrare i suoi primi vent’anni di carriera. La nuova versione fu realizzata con gli italo-argentini Del Barrio e inserita in un lavoro semiacustico nel quale Grignani tornava su molte delle canzoni dei suoi primi album. Non è difficile capire perché abbia scelto proprio questa canzone: “Una donna così” era sopravvissuta al tempo insieme alla generazione che l’aveva ascoltata nel 1995. Nel frattempo erano cambiati i lettori CD, le automobili, i telefoni e perfino il nostro modo di innamorarci. Ma certe canzoni possiedono uno strano potere: partono le prime note e, per qualche minuto, abbiamo di nuovo vent’anni e davanti a noi sembra esserci ancora tutto il tempo del mondo.

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