In questo mondo di ladri: Venditti e il ricordo di un’Italia lontana
In questo mondo di ladri di Antonello Venditti ci riporta alla fine degli anni ’80, tra disillusione, speranza e ricordi di un’Italia lontana.
Una canzone che ci riporta immediatamente alla fine degli anni Ottanta
Ci sono canzoni capaci di riportarci indietro nel tempo fin dalle prime note, e In questo mondo di ladri di Antonello Venditti è certamente una di queste. Era il 1988 e l’Italia aveva un aspetto molto diverso da quello di oggi: nelle case la televisione era ancora il grande appuntamento della sera, le fotografie si scattavano con il rullino e per telefonare a qualcuno bisognava sperare di trovarlo a casa. In quell’atmosfera arrivò un brano destinato a diventare uno dei più riconoscibili della carriera di Venditti. Una canzone che parlava del presente, ma che continuava a lasciare spazio ai sentimenti, raccontando le contraddizioni di una società nella quale era ancora possibile cercare qualcosa di autentico. Riascoltarla oggi significa inevitabilmente ricordare dove eravamo, con chi la ascoltavamo e quale vita immaginavamo di avere davanti.
Quelle cassette in macchina e una canzone che conoscevano tutti
Per chi ha vissuto quegli anni, la musica non era disponibile con un semplice tocco sullo schermo. C'erano musicassette da riavvolgere, autoradio con i tasti meccanici, dischi comprati nei negozi e canzoni aspettate alla radio per poterle registrare. In questo mondo di ladri appartiene profondamente a quel modo di vivere la musica. Bastavano poche note perché qualcuno iniziasse a cantarla e, nel giro di poco tempo, il ritornello era diventato familiare anche a chi non possedeva il disco. È proprio questo uno degli aspetti che rendono certi brani così nostalgici: non ricordiamo soltanto la canzone, ma tutto ciò che accadeva intorno mentre la ascoltavamo. Un viaggio in automobile, una domenica pomeriggio, una festa tra amici o semplicemente una radio accesa in cucina possono essere rimasti legati per sempre a quelle note.
Dietro quelle parole c’era un’Italia che stava cambiando
Il fascino del brano sta anche nel contrasto tra uno sguardo disincantato sul mondo e il bisogno di continuare a credere nei sentimenti. Venditti raccontava un'Italia alla fine di un decennio caratterizzato da grandi trasformazioni, consumi, televisioni commerciali e nuovi modelli sociali. Eppure, dentro quella realtà, rimaneva la ricerca di qualcosa che non potesse essere comprato o sostituito. Forse è anche per questo che la canzone riesce ancora a parlare a chi l'ha conosciuta allora. Riascoltarla dopo tanti anni significa confrontare quel mondo con quello di oggi e accorgersi di quanto siano cambiate le nostre abitudini. Sono scomparsi molti oggetti, sono cambiate le città e persino il modo di ascoltare una canzone, ma certe emozioni sembrano essere rimaste esattamente dove le avevamo lasciate.
Una curiosità: fu anche il titolo di uno degli album più amati di Venditti
In questo mondo di ladri non fu soltanto un singolo, ma diede il titolo all'album pubblicato da Antonello Venditti nel 1988, uno dei lavori più rappresentativi di quella fase della sua carriera. Nel disco trovavano spazio anche brani diventati molto conosciuti, tra cui Ricordati di me e Mitico amore, contribuendo a trasformare quell'album in una presenza familiare nelle collezioni musicali di moltissimi italiani. A distanza di decenni, basta vedere una vecchia musicassetta o ricordare un'autoradio degli anni Ottanta per ritrovare idealmente quel periodo. In questo mondo di ladri è rimasta così legata non soltanto alla storia musicale di Venditti, ma anche ai ricordi personali di un'intera generazione: quella che quelle canzoni non le cercava su una piattaforma, ma le aspettava alla radio, le comprava su disco e finiva per portarsele dietro per tutta la vita.