Alghero di Giuni Russo: la voce che nel 1986 incantò l’Italia con un volo impossibile da dimenticare

Alghero di Giuni Russo, Sanremo 1986: una voce unica e un brano poetico che ha segnato la musica italiana.

16 febbraio 2026 05:55
Alghero di Giuni Russo: la voce che nel 1986 incantò l’Italia con un volo impossibile da dimenticare -
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Una voce che non somigliava a nessun’altra

Quando nel 1986 Giuni Russo portò “Alghero” al Festival di Sanremo, l’Italia si trovò davanti a qualcosa di diverso, quasi spiazzante. Non era la classica canzone sanremese: era un brano etereo, evocativo, sostenuto da una voce capace di escursioni vocali impressionanti, con salti di registro che sembravano sfidare ogni regola della musica leggera.
Giuni non cantava soltanto: volava. E chi l’ha ascoltata dal vivo ricorda ancora quella sensazione di trovarsi davanti a un’artista fuori dagli schemi, capace di unire tecnica, spiritualità e sperimentazione.

Sanremo 1986: un momento storico

“Alghero” si classificò al terzo posto al Festival, ma per molti fu la vera rivelazione di quell’edizione. Il brano, scritto con la collaborazione di Maria Antonietta Sisini (sua compagna artistica e di vita), raccontava un luogo dell’anima prima ancora che una città.
La cosa sorprendente è che Giuni Russo era già conosciuta al grande pubblico per il successo di “Un’estate al mare” (1982), brano leggero e orecchiabile. Con “Alghero” dimostrò invece la sua anima più profonda, quasi mistica, segnando una svolta artistica importante. Non tutti erano pronti a capirla, ma chi lo fece ne rimase segnato per sempre.

Un’eredità che oggi risuona più forte

Riascoltare “Alghero” oggi significa tornare a un tempo in cui la musica italiana sapeva ancora osare. Significa ricordare un Festival in cui, tra melodie tradizionali e arrangiamenti orchestrali, spuntò una voce capace di spaccare il silenzio con un acuto cristallino.
Giuni Russo non è stata soltanto una cantante di successo: è stata un’artista che ha scelto strade personali, anche a costo di allontanarsi dal mainstream. Ed è forse proprio per questo che “Alghero” continua a emozionare, come un’onda che torna a riva dopo anni, portando con sé ricordi, brividi e quella nostalgia che non passa mai.

La curiosità che pochi conoscono

Non tutti sanno che agli inizi della sua carriera Giuni Russo collaborò con Franco Battiato, che contribuì a valorizzare le sue straordinarie capacità vocali. Fu proprio in quegli anni che iniziò a sperimentare registri acuti e strutture musicali non convenzionali, caratteristiche che ritroviamo anche in “Alghero”.
La sua estensione vocale, tra le più ampie della musica italiana, le permetteva di raggiungere note altissime con una naturalezza disarmante. Non era un semplice talento: era un dono raro, riconosciuto anche dagli addetti ai lavori.

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