Brava Giulia di Vasco Rossi: la ribellione romantica che nel 1987 spiazzò tutti

“Brava Giulia” di Vasco Rossi (1987) è un inno alla libertà femminile nato in un periodo difficile della sua vita.

17 febbraio 2026 05:50
Brava Giulia di Vasco Rossi: la ribellione romantica che nel 1987 spiazzò tutti -
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Un brano diverso dal solito Vasco

Nel 1987 Vasco Rossi pubblica l’album C’è chi dice no, e tra i brani più sorprendenti spicca “Brava Giulia”. Non è la solita canzone ribelle, provocatoria o spudorata: è qualcosa di più sottile. È il racconto di una donna che sceglie di essere libera, anche a costo di andare contro tutto e tutti.
In un’epoca in cui molte canzoni d’amore parlavano ancora di dipendenza emotiva, Vasco scrive un testo che suona quasi rivoluzionario: Giulia non appartiene a nessuno, non si lascia imprigionare, non chiede il permesso di vivere.

E chi ascoltava quella canzone nel 1987 forse non lo sapeva, ma stava cantando uno dei ritratti femminili più moderni della musica italiana di quegli anni.

Il contesto: un momento delicato della sua vita

C’è un dettaglio reale e poco raccontato che rende il brano ancora più significativo: “Brava Giulia” nasce in un periodo molto complesso per Vasco Rossi.
A metà degli anni ’80 il cantante stava vivendo una fase turbolenta, segnata da eccessi e da problemi personali che culminarono nel 1984 con un arresto per detenzione di cocaina. Dopo quell’episodio, Vasco attraversò un momento di forte riflessione e cambiamento.

Proprio nel 1987, con C’è chi dice no, tornò al centro della scena musicale con un album più maturo e consapevole. “Brava Giulia” porta dentro questa trasformazione: meno istinto distruttivo, più osservazione lucida delle relazioni umane.

Non è solo una canzone su una donna: è anche lo specchio di un uomo che sta cercando un nuovo equilibrio.

Un inno silenzioso alla libertà

La forza di “Brava Giulia” sta nella sua apparente leggerezza. La melodia è orecchiabile, quasi dolce. Ma il testo è tagliente:
Giulia scappa, Giulia non si ferma, Giulia non vuole essere salvata.

In quegli anni, mentre l’Italia viveva ancora tra tradizione e modernità, questa figura femminile così autonoma era quasi destabilizzante. Vasco non la giudica, non la condanna: la osserva e in fondo la ammira.

E forse è proprio questo che ha reso il brano eterno: non è una canzone d’amore classica, ma un ritratto di indipendenza emotiva che ancora oggi suona attuale.

Perché ancora oggi ci emoziona

Chi era adolescente negli anni ’80 ricorda perfettamente dove ascoltava questa canzone: nelle radio private, nei mangianastri, nei primi walkman. “Brava Giulia” diventava la colonna sonora di amori complicati, di storie che finivano senza spiegazioni, di ragazze che non volevano essere etichettate.

E riascoltarla oggi significa tornare a quel periodo in cui Vasco Rossi stava consolidando la sua immagine di rocker ribelle ma profondamente umano.

Perché “Brava Giulia” non è solo un pezzo del 1987: è la dimostrazione che la vera libertà, in amore, è lasciare andare.

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