Fiordaliso – Cosa ti farei (1990): il lato più graffiante dell’amore anni ’90

“Cosa ti farei” di Fiordaliso (1990) racconta un amore viscerale e potente, simbolo della musica italiana più intensa degli anni ’90.

19 febbraio 2026 05:50
Fiordaliso – Cosa ti farei (1990): il lato più graffiante dell’amore anni ’90 -
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Quando la passione diventava musica

Nel 1990 Fiordaliso torna a far parlare di sé con “Cosa ti farei”, un brano che racchiude tutta la sua anima intensa e graffiante. Non è una semplice canzone d’amore: è un’esplosione di sentimento, una dichiarazione quasi viscerale, capace di raccontare quel desiderio forte e tormentato che ha segnato tante storie di quegli anni.

La sua voce, riconoscibile fin dalle prime note, riesce a trasformare ogni parola in emozione pura. Non c’è dolcezza sussurrata, ma una forza interpretativa che colpisce allo stomaco, tipica di un’artista che ha sempre fatto dell’autenticità il proprio marchio di fabbrica.

Un’artista che non ha mai avuto paura

Fiordaliso non è mai stata una cantante “costruita”. Il grande pubblico la ricorda per “Non voglio mica la luna”, ma pochi sanno che nel 1984 partecipò al Festival di Sanremo incinta di pochi mesi, scelta che fece discutere ma che lei affrontò con naturalezza e determinazione. Un gesto che, per l’epoca, rappresentò un piccolo atto di rottura rispetto a certi schemi televisivi ancora rigidi.

Anche in “Cosa ti farei” si percepisce questa stessa libertà: non c’è timidezza nell’esprimere il desiderio, non c’è paura nel mostrarsi vulnerabile. È la fotografia di un periodo in cui la musica italiana sapeva essere diretta, intensa, a volte perfino provocatoria.

Il suono di un’epoca

I primi anni ’90 erano un momento di transizione: tra le ultime vibrazioni degli anni Ottanta e l’arrivo di nuove sonorità pop. In questo scenario, “Cosa ti farei” si inserisce come un brano che mantiene ancora quella struttura melodica forte, sostenuta da arrangiamenti che valorizzano la voce e il testo.

Era la canzone che si ascoltava in macchina con l’autoradio a cassette, che si registrava premendo “REC” al momento giusto dalla radio, che si cantava a squarciagola senza preoccuparsi di stonare. Una musica che non chiedeva filtri, ma solo emozioni vere.

Un’eredità che resiste

Riascoltare oggi “Cosa ti farei” significa tornare a un tempo in cui le parole avevano un peso diverso, in cui l’amore era raccontato senza mezze misure. Fiordaliso resta una delle voci più riconoscibili della musica italiana, capace di attraversare decenni senza perdere identità.

E forse è proprio questo il dettaglio più sorprendente: in un panorama musicale che cambia continuamente, la sua interpretazione resta attuale, potente, sincera. Per chi c’era, è un ricordo indelebile. Per chi la scopre oggi, è una dimostrazione di quanto la musica italiana sappia ancora emozionare.

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