Capelli di Niccolò Fabi: quando una canzone diventò una fotografia degli anni ’90

Capelli di Niccolò Fabi ci riporta al 1997, tra Sanremo, sogni, leggerezza e quella musica italiana che profumava di anni ’90.

17 settembre 2026 05:50
Capelli di Niccolò Fabi: quando una canzone diventò una fotografia degli anni ’90 -
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Quando bastano poche note per tornare negli anni ’90

Ci sono canzoni capaci di riportarci indietro senza chiedere permesso. “Capelli” di Niccolò Fabi è una di queste. Era il 1997 e l’Italia aveva un ritmo completamente diverso: le fotografie si sviluppavano ancora dal fotografo, nelle tasche cominciavano a comparire i primi cellulari e per ascoltare una canzone bisognava aspettarla alla radio oppure comprare il CD. In quel mondo arrivò un giovane cantautore romano con i suoi lunghi capelli ricci e un modo di cantare immediatamente riconoscibile. “Capelli” aveva qualcosa di fresco e insolito: raccontava attraverso un elemento apparentemente semplice un desiderio molto più grande, quello di sentirsi liberi di essere se stessi. Oggi riascoltarla significa inevitabilmente ritrovare un pezzetto di quegli anni, quando molte cose sembravano ancora lontanissime e il futuro aveva tutto un altro sapore.

Quei capelli che erano molto più di un dettaglio

Dietro la leggerezza del titolo c’era infatti qualcosa che tanti ragazzi potevano riconoscere. I capelli diventavano un simbolo di identità, libertà e voglia di sottrarsi alle convenzioni, quasi una piccola dichiarazione d’indipendenza. Ed è probabilmente anche per questo che il brano è rimasto così legato all’immagine del giovane Fabi. Chi lo vide allora ricorda un artista lontano dall'estetica costruita delle grandi star, con un aspetto che sembrava perfettamente coerente con ciò che cantava. Era uno di quei brani che potevano finire su una musicassetta registrata dalla radio, magari interrompendo la registrazione in fretta prima che lo speaker cominciasse a parlare. Piccoli gesti ormai scomparsi che, per chi li ha vissuti, valgono quasi quanto le canzoni stesse.

Una canzone legata indissolubilmente a Sanremo

Per molti italiani il primo incontro con Niccolò Fabi avvenne proprio davanti alla televisione. “Capelli” partecipò al Festival di Sanremo del 1997 nella sezione Nuove Proposte, in un periodo in cui Sanremo era ancora uno degli appuntamenti televisivi capaci di riunire intere famiglie davanti allo stesso schermo. Quel palco contribuì a far conoscere Fabi al grande pubblico e il brano divenne uno dei titoli simbolo dei suoi esordi. Da allora la sua musica avrebbe preso molte altre strade, diventando negli anni più intima e riflessiva, ma per una generazione quel ragazzo riccio che cantava “Capelli” è rimasto una fotografia precisa della fine degli anni Novanta. Basta rivederlo o riascoltare il pezzo per ricordare programmi televisivi, radio accese in macchina, pomeriggi trascorsi con gli amici e una quotidianità che oggi sembra incredibilmente distante.

La curiosità: a Sanremo arrivò anche il Premio della Critica

C’è infine un particolare che rende quell'esordio ancora più significativo. A Sanremo 1997 Niccolò Fabi non vinse la sezione Nuove Proposte, ma con “Capelli” conquistò il Premio della Critica, riconoscimento che in seguito sarebbe stato intitolato a Mia Martini. Un risultato importante per un artista praticamente agli inizi e, visto con gli occhi di oggi, quasi un'anticipazione del percorso che avrebbe seguito. Fabi sarebbe infatti diventato uno dei cantautori italiani più apprezzati della sua generazione, mentre “Capelli” sarebbe rimasta lì, legata per sempre al suo primo grande incontro con il pubblico. E forse è proprio questo il bello delle vecchie canzoni: cambiamo noi, cambiano le mode e cambiano persino i modi di ascoltare la musica, ma bastano pochi secondi perché un ritornello ci restituisca improvvisamente l'età che avevamo allora.

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